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Gente di Lavagna nella terra di Forte Sancti Spiritus

Ci sono i resti di un antico forte lungo il corso del fiume Carcarena, in Argentina: essi spuntano su di un'ansa formata con il Coronda e rappresentano ciò che resta di "Sancti Spiritus", costruito nel 1527 dall'italiano Sebastiano Caboto. Il 3 aprile del 1526 la spedizione comandata dal navigatore veneziano salpò da Sanlucar de Barrameda con destinazione le Isole Molucche. Le navi giunsero all'inizio di novembre nel Puerto de los Patos (oggi Santa Catalina, sulle coste del Brasile) e gli spagnoli appresero in quella città l'esistenza di un "re bianco e delle collinette de la Plata". Tanto bastò a Caboto per cambiare i propri progetti iniziali.

Penetrato nel Rio del Plata (si fermò in un'isola battezzata San Gabriel), il navigatore veneziano incontrò l'unico superstite della spedizione di Juan Diaz de Solis e proseguì lungo il Paranà de las Palmas fino alla foce del fiume Carcaranà, alla ricerca delel colline ricche d'argento. Il 27 maggio del 1527 egli costruì la fortezza e la affidò al connazionale Gregorio Caro e ad altri trenta uomini. A forte Sancti Spiritus venne realizzata anche la prima cappella costruita sul Rio de la Plata e la guarnigione italo-spagnola avrebbe sicuramente prosperato in quella terra affascinante se non fosse stata massacrata da un improvviso attacco indiano all'alba di un giorno di settembre del 1529.

Si salvarono a stento Gregorio Caro e pochi altri marinai che fuggiti dal forte riuscirono a tornare con i rinforzi per constatare che nulla era rimasto in vita nella cittadella europea. Quel luogo è diventato uno dei simboli della storia argentina ed è stato eletto "luogo storico" il 4 febbraio del 1942. Ma forte Sancti Spiritus è anche un luogo storico per l'emigrazione italiana,che su quell'ansa del fiume pose la sua prima pietra. Passarono tanti anni prima che altri italiani, arrivassero nelle terre dello Sancti Spiritus.

La città più importante di questa zona dell'Argentina porta un altro nome ricco di evocazioni religiose, Rosario, ed è proprio in questa città che si riversò la gran parte di piccolo paese della Liguria, per cercare nuove strade al proprio futuro. Fu la gente di Lavagna a scegliere l'antico sito del forte come propria nuova dimora in terra d'America e nello scorrere gli elenchi telefonici dell'ormai grande città sudamericana non è difficile imbattersi in cognomi dalla tipica storia lavagnese.

Cognome importante di Rosario è ad esempio Pinasco. Il capitano di vascello Giacomo Pinasco arrivò da Lavagna nel 1850 ed aprì un piccolo negozio di articoli navali. Divenne importante nel tempo il commerciante Pinasco, e nel giro di vari assurse a più grande importatore di petrolio dell'Argentina. Il figlio Giuseppe lasciò il suo segno anche nella storia ufficiale della città, venendo eletto sindaco della stessa. Sono di Giuseppe il monumento al generale Manuel Belgrano costruito nel Parque de la Indipendencia e il Mercato Centrale.

Rosario Luigi Lafiori nacque nella cittadina ligure nel 1833 e da giovane decise di tentare fortuna nel Nuovo Continente. Nella città argentina il suo senso imprenditoriale fu premiato ed egli divenne padrone della prima linea di posta tra Rosario e Melincué.

Anche Stefano Frugone decise di giocare le carte del suo futuro nella regione di Rosario. Egli divenne nel 1840 comandante della squadra navale federale del Prio de la Plata e partecipò alla cruenta battaglia dei Caseros, distinguendosi per il coraggio. Commiatatosi dalla divisa, nel 1862 divenne console argentino a Sestri Levante, tornando per qualche anno a respirare l'aria della regione di nascita. Ritornò nella città di Rosario nel 1883 per diventare vice presidente del Consiglio Deliberante della città.

Un altro nome che ha lasciato tangibili segni nella città dell'Entre Rios è quello di Vaccarezza. Stefano Vaccarezza, intorno al 1860 fondò la Società di Navigazione Fluviale "El Progreso". Fissata la propria residenza nella cittadina di Victoria, l'italiano seguì con zelo la sua impresa fluviale e allargò le sue attività ad altri settori commerciali, tra i quali va compreso anche un mulino a vapore.

Ma se nella città di Rosario l'impronta di Lavagna è più nitida che altrove, anche altre zone del paese gaucho portano il loro segno ligure. Ernesto Vaccarezza, capitano di lungo corso, scelse infatti la città di Cordoba per il personale sogno americano e decise di occuparsi della conduzione di una "estancia", ovvero dell'allevamento bovino su enormi aree. Divenuto benestante Vaccarezza tornò a Lavagna per morirvi nel 1931.

Antonio Devoto scelse invece la metropoli di Buenos Aires per cambiare la sua vita. Divenne un bravissimo allevatore e la sua ricchezza crebbe enormemente facendo di lui il più ricco proprietario di "estancias" del Sudamerica. Nel 1850 l'imprenditore lavagnese fondò nella città del tango il quartiere Villa Devoto che ancora oggi sopravvive al suo fondatore.

Ma se i nomi citati rappresentano la carta da visita della città ligure in terra argentina, non vanno dimenticati i tanti lavagnesi impegnati nell costruzione della ferrovia che partiva da Casilda (una città posta vicino a Rosario) e arrivava a San José. Di loro i libri di storia non parleranno mai e nessun monumento forse sarà innalzato in loro onore, ma rappresentano anche essi un'altra fetta del grande lavoro italiano nelle terre del mondo.